Les 2 Moulins

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L'unica campagna informativa sull'otto per mille

occhiopermille, l'otto per mille ci costa un'occhio.

 
 

Berlusconi: una sicurezza!

Giusto ieri sera mi stavo chiedendo quanto ci avrebbe messo il nostro Presidente a fare una delle sue solite battutacce sul disastro de L'Aquila, in grado di offendere un po' tutti (come sempre) ma soprattutto le vittime stesse.
Naturalmente Berlusconi è sempre un passo avanti a chiunque, infatti l'aveva già fatta... solo che i nostri TG non ce l'hanno riferita. Sicuramente per benemerito e giustificato orgoglio nazionale, ci mancherebbe.

Fatto sta che già alle 15:26 di ieri, mercoledì 8 Aprile, il sito del Guardian fa sapere che, secondo il Premier italiano, alle vittime del terremoto

non manca nulla [...] Hanno medicine, cibo. Hanno un posto dove dormire [...] Dovrebbero vivere l'esperienza come un weekend in campeggio.
Ma secondo il guardian,
le sue osservazioni - che sembrano essere finalizzate a rassicurare la popolazione - corrispondono scarsamente alle esperienze dei senza tetto.
Tra lunedì e martedì hanno dovuto passare la notte sotto la pioggia battente e la temperatura è scesa sui 4°C.
Ieri [Martedì, ndt] Berlusconi ha dichiarato in una conferenza stampa a L'Aquila che sono state rese disponibili 14.500 tende e ulteriori 2000 lo saranno presto.
Comunque, al calare della notte mancano ancora tende per 200 persone.
Bhé, cos'altro aggiungere... ormai dovremmo esserci abituati, no?

 
 

IA: oggi!

Google è orgogliosa di presentare al mondo la prima Entità Cognitiva Autoeuristica a Intelligenza Distribuita (Cognitive Autoheuristic Distributed-Intelligence Entity, CADIE).
CADIE, nonostante alcuni bug che ancora la affliggono ha già cominciato ad esplorare il web per conoscere ed imparare, intanto è arrivata alla conclusione che ama i panda, e si è fatta un suo blog personale.

Ah! Dimenticavo... naturalmente è un pesce d'aprile! LOL

(2 aprile 2009) Edit: Il blog non è già più raggiungibile... peccato.

 
 

Il Governo e la difesa della vita (o della razza?)

Il Governo della Vita, quello che sta facendo di tutto per bloccare l'interruzione dell'alimentazione assistita ad una povera donna in stato vegetativo permanente da 17 anni, è riuscito a creare le condizioni perché decine di migliaia (se non centinaia di migliaia) di persone rischino la loro vita solo perché non gradite.
Con il decreto sicurezza, approvato oggi, i medici possono denunciare eventuali immigrati clandestini che si presentino per ricevere cure, di qualsiasi tipo. E' ovvio che questa disposizione si traduce, nella pratica, in una negazione del diritto di essere curati: nessun clandestino si presenterà più di sua spontanea volontà in un nostro pronto soccorso, indipendentemente dalla gravità delle sue ferite o della malattia. Già soltanto il pericolo di epidemie dovrebbe farci riflettere sui possibili effetti boomerang, potenzialmente catastrofici.
Ma non è questo il punto a cui voglio arrivare. Quante donne clandestine ci saranno in Italia? E quante di queste si troveranno a dover partorire, mediamente, in un anno?
Molti di questi parti, per effetto di questa nuova legge, saranno privati della legittima assistenza medica. Quante di queste madri moriranno per delle banali complicazioni? Quanti bambini moriranno per le inadeguate condizioni igieniche nelle quali si troveranno a nascere?
Questo è il governo della difesa della vita, dal concepimento alla morte naturale.
Si, solo quella dei bianchi però.

 
 

Uao! Questo libro mi ha proprio pinzato.

Quando si parla di numeri, si crea spesso un alone di mistero e si scatena quasi un timore reverenziale nei confronti di chi osa parlarne, anche se qui, i numeri, c'entrano ben poco.
La solitudine a cui si accenna nel titolo è quella dei due numeri primi Alice e Mattia, la cui vicenda si svolge nell'arco di vent'anni circa (dal 1983 al 2007.) Lei bambina fragile tormentata dai disordini alimentari, lui genio solitario e maledetto, quasi un James Dean della matematica, che porta con sé il peso della colpa per la scomparsa di Michela, sua gemella disabile. Alice e Mattia diverranno amici senza mai intrecciare una vera relazione amorosa, motivo per cui vengono paragonati ai numeri primi gemelli: così vicini e simili eppure destinati a non legare mai davvero le loro vite.
La trama, seppur apprezzabile, contiene troppe tragedie per poter essere presa sul serio; inoltre le numerose stranezze di cui è pieno il libro tolgono credibilità e fanno pensare che l'autore abbia visto un po' troppi film americani. Ne sono un esempio il passo in cui Alice ricorda quando, da piccola, faceva l'angelo sulla neve fresca (pratica prettamente d'oltreoceano) in compagnia del padre, e la scelta di una tata-colf di origini latine che presta servizio dai facoltosi Della Rocca. Le tate sudamericane sono credibili in America, dove il flusso migratorio dal Messico è costante, ma non in Italia e per di più durante gli anni novanta, periodo in cui cominciavano a malapena ad arrivare i primi immigrati, per altro provenienti dall'Africa o al massimo dall'Oriente, non certo dall'America Latina. Pura fantascienza sono inoltre i laboratori di biologia in una Scuola Superiore italiana, che nel libro sarebbero addirittura dotati di microscopi nel lontano 1991.
Altra pecca evidente è il lessico scarso e limitato: la massima - e unica - esclamazione di sorpresa è "uao" (non è un errore, usa proprio "uao" e non "wow", la forma corretta) e il verbo pinzato viene usato più volte a sproposito, per descrivere qualsiasi azione, un po' come facevano i Puffi con il verbo puffare.
Non va meglio con lo sviluppo delle trame secondarie, che vengono imbastite e poi abbandonate al loro destino, senza aver rilevanza in quella principale. E' il caso di Dennis, l'amico omosessuale del protagonista, la cui storia non trova alcuna ragion d'essere se non quella di fare da riempitivo. Dennis appare a fianco del Mattia adolescente per poi eclissarsi d'improvviso senza infamia e senza lode e - sopratutto - senza aggiungere niente alla trama principale. Dalla sua presentazione e dalle pagine che gli sono dedicate, ci si aspetterebbe che questo personaggio rivertisse un ruolo chiave nella vicenda, cosa che invece non accade: sembra quasi che l'autore l'abbia inserito con l'intenzione di dargli un ruolo di rilievo per poi dimenticarsi quale fosse durante la narrazione.
Quando mi è capitato sottomano questo libro - vincitore del Premio Strega - ho sperato che non fosse ciò che sembrava. Invece si è rivelato essere proprio quel che temevo: un altro dei librucoli di casa nostra. Peccato.